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Gli archetipi nel quotidiano.

6 Marzo 2020

Ho recentemente parlato di cosa sono gli archetipi e del perché sono importanti da conoscere soprattutto in ambito creativo. Oggi vorrei invece parlarti di come gli archetipi sono importanti anche nella nostra vita di tutti i giorni!

Inizierei facendo una precisazione d’obbligo: tutti archetipi, gira che ti rigira, sono riconducibili a delle profilazioni comuni, quindi sta a te decidere la strada che preferisci. Io personalmente, sono un’amante della mitologia e credo che la profilazione usata da Jean S. Bolen (maestra di archetipi e che ha scritto moltissimi libri sul tema) sia decisamente approfondita e ispirante, per cui farò riferimento a questa.

Nel libro che ti consiglio “Le dee dentro la donna” e “Gli dei dentro l’uomo

La Bolen fa una prima distinzione tra le varie dee:

  • Dee vergini
  • Dee vulnerabili
  • Dea alchemica

Nello specifico sono così suddivise:

DEE VERGINI:

Quando la donna è “una in sé stessa” come dice Esther Harding. Ma cosa vuol dire? Una parte importante della sua psiche non appartiene a nessun uomo. In particolare vuol dire che chi ha attivo questo tipo di archetipo non fa nulla per compiacere gli altri, non ha bisogno di approvazione, se non per se stessa. Questo non significa egoismo, significa che non è influenzata da altri e non ha la brama di estendere il suo potere su altri se non sé stessa.

In questa categoria rientrano:

  • ARTEMIDE: Dea della caccia, si è estraniata dalla città per evitare i contatti con gli uomini, applica il principio della dea vergine separandosi diventando così individualiste rigorose.
  • ATENA: Dea della saggezza, si è identificata con gli uomini (come una di loro o come superiore) diventando come loro e facendosi strada in ambienti prettamente maschili!
  • ESTIA: Dea del focolare, essendo di indole più introversa si appartò nel mondo domestico evitando la competizione con l’altro sesso e preferendo uno stato di quiete.

DEE VULNERABILI:

Rappresentano le tre fasi della vita: figlia, moglie e madre. Sono molto più orientate al rapporto nel quale trovano la propria identità e benessere. Rappresentano la parte della donna più bisognosa di affiliazione in quanto spostano sugli altri il proprio centro.

Qui troviamo: 

  • PERSEFONE: incarna in realtà due aspetti: quello della fanciulla (Kore) e quello della regina degli inferi. A prima lettura, sembra una ragazzina senza arte ne parte, messa a caso in una posizione piuttosto che altra. In realtà, se si scava più nel profondo rappresenta quell’aspetto tipico della donna di luce/ombra e di ciclo, che almeno una volta (se non tutti i mesi) le donne sperimentano.
  • ERA: Dea del matrimonio, rappresenta l’archetipo che desidera essere moglie. E’ una figura che sta nel mezzo tra avere una responsabilità e rivestire un ruolo sociale definito, in sostanza un desiderio di completezza. Inoltre presenta netti pregi come ben chiari difetti: se da una parte rappresenta lealtà e fedeltà, dall’altra rappresenta l’ira più buia. 
  • DEMETRA: Dea delle messi, è la personificazione dell’essere madre. Oltre a un senso fisico di “creatrice di vita”, questo archetipo sveglia anche la parte delle donne che vogliono creare, dar vita a qualcosa di loro.

DEA ALCHEMICA:

In questa categoria rientra solamente Afrodite, che rappresenta una categoria che per certi versi sta a metà tra le due sopracitate e che allo stesso tempo rappresenta una categoria a sé. Basa la propria esperienza emotiva CON GLI ALTRI, che esprime dando origine a un rapporto su due piani (non per forza entrambi): legame fisico o legame creativo.

  • AFRODITE: Dea dell’amore, è l’archetipo che le donne provano rispetto ad amore, bellezza, sensualità e sessualità. Dentro questo archetipo ci sono due aspetti molto concatenati: l’amante che ama che genera un’istinto di procreazione (fisico o creativo)

Infine, come è possibile attivare un archetipo?

Attraverso il fare. L’essere umano è ciò che fa, non ciò che dice di essere. Per imparare a fare qualcosa bisogna esperirlo attraverso il fare concreto.

Sicuramente la meditazione e la pratica, durante tutta la giornata, del qui e ora sono ottimi metodi per concentrarsi e mettere in pratica l’archetipo.

Lo so che ti stai domandando perché dovresti voler attivare un archetipo. Semplicemente perché a volte ci vogliamo sentire più in un modo, piuttosto che più in un altro. Gli archetipi rappresentano immagini concrete (che parlano sia a livello conscio che di immaginario) che ci facilitano nell’applicazione!

Ad esempio: spesso noi donne ci sentiamo poco attraenti. Se ci sentiamo così potremmo attivare l’archetipo di Afrodite cominciando con una bella meditazione sulla Dea, come ci fa sentire e come ci riconosciamo in lei. 

Che ne pensi? Quali pensi siano i tuoi archetipi?

Un abbraccio,

Carlotta

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